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Thursday 23rd of February 2012

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CRISANTEMO PDF Stampa E-mail

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CRISANTEMO        (Dendranthema grandiflorum)

Famiglia:               Compositae

 

Phoma chrysanthemicola

(necrosi radicale)

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Sulle radici e alla base del fusto si presentano lesioni bruno-rossastre che col tempo possono evolvere in necrosi. Conseguentemente le piante manifestano clorosi, stentata crescita e disseccamenti di porzioni più o meno ampie della vegetazione.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Il controllo della malattia deve essere essenzialmente di carattere preventivo.

 

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Pythium sp. - Phytophtora sp.    

(marciume basale)

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Il fungo colpisce preferibilmente le giovani piantine, determinando marciumi scuri e molli alle radici e al colletto. Le piante colpite mostrano ingiallimenti, appassimenti e, infine, collassano. La patologia trova ambiente ideale di sviluppo in terreni umidi e asfittici. 
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

 

Adottare quelle pratiche colturali che aiutino ad alleggerire ed arieggiare il terreno, nonchè ad evitare ristagni di umidità.

  • Impiegare prodotti specifici. Per es. Propamocarb o Metalaxyl.

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Rhizoctonia solani 

(mal del colletto)

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Il parassita si manifesta con un marciume secco e bruno a livello del colletto, con restringimento del fusto nella zona sovrastante. Se tirata verso l'alto, la parte aerea tende a staccarsi dalle radici. La crescita diviene stentata e si associa ad avvizzimenti fogliari anche gravi e persistenti. La malattia si manifesta nei periodi subito successivi all'impianto.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.
 

Intervenire subito dopo la messa a dimora, bagnare adeguatamente la zona del colletto.

  • Impiegare prodotti a base di Tolclofos-metile (RIZOLEX GOLD) o Iprodione (ROVRAL FL).

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Sclerotinia sp. 

(marciume del colletto)

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Le infezioni di Sclerotinia determinano rallentamenti della crescita e avvizzimenti più o meno diffusi. Alla base della pianta si evidenziano marciumi molli, spesso accompagnati dalla presenza di denso micelio bianco e piccoli sclerozi neri.
  
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.
 

Intervenire nelle settimane successive all'impianto avendo cura di bagnare bene la parte basale della pianta.

  • Impiegare prodotti a base di Tolclofos-metile (RIZOLEX GOLD) o
    Iprodione (ROVRAL FL).

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Verticillium dahliae

(tracheoverticilliosi)

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La manifestazione esteriore della patologia è data da ingiallimenti e arrossamenti, cui fanno seguito avvizzimenti della parte aerea, specie nelle ore e nelle stagioni più calde. Nei casi più gravi si può andare incontro a morte dell'intera pianta. Un leggero scorticamento della parte basale del fusto evidenzierà tessuti sottocorticali caratteristicamente scuri, conseguentemente all'invasione da parte del fungo.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Malattia di difficile contenimento. Si consiglia di eliminare e bruciare le piante infette, provvedendo immediatamente a irrorazioni radicali.
  • Impiegare prodotti a base di Procloraz (OCTAVE) o di Thiofanate-methil.

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Botrytis cinerea

(muffa grigia)

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Sugli steli e sui boccioli la malattia si manifesta con marciumi irregolari e molli di colore bruno chiaro. In presenza di forte umidità atmosferica, si svilupperà una caratteristica muffa grigia. Ambienti umidi e vegetazione troppo tenera sono fattori predisponenti la malattia.
Eseguire concimazioni bilanciate ed evitare quanto più possibile le alte umidità ambientali.
Ai primi sintomi nebulizzare con prodotti specifici.
  • Intervenire con prodotti a base di Iprodione (ROVRAL FL),
    Procloraz (
    OCTAVE), Pyrimethanil (SCALA).

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Puccinia horiana  

(ruggine bianca)

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Si tratta di una specie di Ruggine che attacca specificatamente solo il Crisantemo. Si manifesta inizialmente, sulle foglie, con macchioline clorotiche di circa 5 mm di diametro. Queste danno origine, sulla pagina inferiore delle foglie, a pustole cerose biancastre, in corrispondenza delle quali, sulla pagina superiore, si hanno dei raggrinzimenti. Col procedere della malattia le foglie possono ricoprirsi interamente di pustole biancastre e andare incontro a disseccamento. Condizioni di alta umidità ambientale favoriscono lo sviluppo della malattia. Oltre alla Ruggine bianca, si presenta, su Crisantemo, anche la Ruggine nera (Puccinia chrysanthemi), con caratteristiche, colore a parte, piuttosto simili all'altra.
 
Contenere quanto più possibile le alte umidità ambientali. Ai primi sintomi nebulizzare con prodotti specifici.   
  • Sono impiegabili prodotti a base di Ditianon (DELAN).

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Septoria chrysanthemi   

(maculatura fogliare)

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Il fungo determina la comparsa, sulle foglie, di macchie irregolarmente tondeggianti, dapprima colorotiche e poi scure, che col tempo tendono a confluire portando ad ampie zone necrotiche. Condizioni di alta umidità ambientale favoriscono lo sviluppo della malattia.
 

Contenere quanto più possibile le alte umidità ambientali. Ai primi sintomi nebulizzare con prodotti specifici.   

  • Impiegare prodotti a base di Dithianon (DELAN) o Thiofanate-methil.

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Erysiphe cichoracearum   

(mal bianco)

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Il fungo sviluppa un micelio biancastro e polverulento sulla superficie delle foglie. Conseguentemente viene ridotta la funzionalità fotosintetica della pianta. La malattia, che può insorgere anche molto rapidamente, si manifesta con condizioni ambientali ventilate, così come accade per altre specie di Oidio.
 
E' consigliabile intervenire non appena si presentino le condizioni ambientali predisponenti lo sviluppo del fungo e, comunque, alle primissime comparse di sintomi.  
  • Si possono impiegare prodotti a base di Zolfo (KUMULUS),
    Dodemorph (
    MEHLTAUMITTEL) o triazoli.

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Didymella chrysanthemi   

(ascochitosi)

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La malattia ha una sintomatologia complessa e aspecifica. I danni si possono mostrare, infatti, in forma di marciumi umidi su steli, foglie e fiori; ma anche sotto forma di maculature fogliari settoriali; arrivando ad interessare, talvolta, anche le radici più superficiali. L'organo più danneggiato è comunque il fiore. Su questi si evidenziano dapprima delle piccole zone di marciume alla base dei petali (fiori). Queste evolvono velocemente interessando zone via via più ampie del ricettacolo e dello stelo fiorale. Succede spesso che boccioli colpiti marciscano ancor prima dell'antesi. Alte temperature e umidità ambientali favoriscono la diffusione della malattia.
 
Contenere quanto più possibile le alte umidità ambientali. Ai primi sintomi nebulizzare con prodotti specifici.   
  •  La malattia è di non facile contenimento. Si può tentarne un parziale controllo con irrorazioni fogliari di fungicidi generici.
    Alcune fonti segnalano una certa efficacia di Procloraz (
    OCTAVE
    ) e
    Thiofanate-methil, in prevenzione.

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Frankliniella occidentalis

(tripide)

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Le loro punture determinano deformazioni e depigmentazioni, su foglie e fiori. In caso di forti infestazioni tutta la pianta può vedere rallentata la sua stessa crescita. Una lente di ingrandimento potrà aiutare a diagnosticare con certezza la presenza dell'insetto (che facilmente si rifugia all'interno degli apici fogliari o dei boccioli). Il tripide è vettore di Virus anche molto dannosi.
 

Intervenire ai primissimi sintomi e/o quando le condizioni ambientali facciano presagire la presenza del parassita.

  • Tra gli altri, si possono impiegare prodotti a base di Spinosad o Flufenoxuron (CASCADE).

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Aphis sp.

(afidi)

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Individui verdi e/o bruni si sviluppano in colonie più o meno dense e numerose sulle parti più tenere (germogli) della pianta. Oltre al danno diretto dato dall'indebolimento della pianta per sottrazione di linfa, si evidenzia anche la produzione di melata, con conseguente possibile sviluppo di fumaggini, nonchè la potenziale trasmissione di Virus patogeni di vario tipo.
 

Le infestazioni, che si possono verificare durante tutto il ciclo colturale, si presentano di solito "a macchia di leopardo" ed evolvono, poi, più o meno rapidamente nelle zone circostanti. E' utile intervenire alla comparsa dei primi individui. 

  • Impiegare prodotti a base di Alfametrina (FASTAC) o aficidi specifici (es. Imidacloprid).

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Nottue e Tortricidi

(larve di lepidotteri)

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Sia le foglie che gli steli e i bottoni fiorali vengono rosi ad opera di piccole larve marroncine o verdastre con costumi prevalentemente notturni. Infestazioni massicce e precoci possono recidere alla base le giovani piantine e creare fallanze nella coltura.
 

Intervenire alla comparsa dei primi sintomi, spostando l'orario di irrorazione quanto più possibile verso le ore serali e lasciando percolare leggermente la soluzione insetticida anche a livello del colletto. 

 

 

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  • Si indica l'impiego di Piretroidi, di Chitinoinibitori, o Clorpirifos (TERIAL).

 

Liriomyza trifolii

(minatrice)

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Sulle foglie si osserva la presenza di tortuose microgallerie e piccole punture. Queste sono date dall'attività trofica e ovidepositiva di piccoli ditteri. A volte si possono vedere anche gli adulti, in forma di piccoli moschini scuri. All'interno delle mine, con l'aiuto di una lente di ingrandimento, si potranno osservare delle piccolissime larve verdi (vere responsabili del danno arrecato).
 
La lotta deve essere tempestiva, ed attuata preferibilmente nei confronti degli adulti e prima che questi ovidepongano le loro uova. Le larve che ne schiuderanno, infatti, protette nelle mine all'interno dello spessore fogliare, saranno più difficilmente raggiungibili dalla soluzione insetticida.
  • Impiegare prodotti sistemici o citotropici di comprovata efficacia sul dittero.
    Vanno bene prodotti a base di Ciromazina.

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Tetranycus urticae  

(ragnetto rosso)

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L'azione parassitaria del ragnetto rosso si manifesta con punteggiature e scolorimenti, anche piuttosto diffusi, sulle foglie e sui fiori. In caso di forti infestazioni si può assistere ad un rallentamento o addirittura ad un blocco della vegetazione. L'elevato numero di generazioni annuali e l'accavallamento dei diversi stadi vitali, rendono la lotta a questo parassita particolarmente problematica.
 
Intervenire con acaricidi specifici miscelando un ovicida con un adulticida. Durante l'irrorazione bisogna curarsi di raggiungere la pagina inferiore delle foglie.
  • Tra i prodotti ad azione adulticida si possono impiegare: Pyridabren (NEXTER), Fenbutatin-ossido (TORQUE), Bifenazate, Fenazaquin.
  • Tra gli ovicidi si citano: Flufenoxuron (CASCADE) e Clofentezine. 

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Trialeurodes vaporarium 

(moscerino bianco)

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Sulla pagina inferiore delle foglie si possono osservare colonie più o meno numerose di piccoli individui bianchi nei vari stadi di sviluppo (uova-neanidi-adulti). L'infestazione può essere facilmente evidenziata con un leggero scuotimento della pianta, cui seguirà un rapido volo degli adulti, che torneranno presto a posarsi sulla foglia. Con la loro attività trofica producono punture e avvizzimenti fogliari, nonchè abbondante melata, substrato di sviluppo per successive fumaggini grigiastre. L'insetto (che può essere vettore di Virus fitopatogeni) può essere presente durante tutto il ciclo colturale, ma si sviluppa meglio in presenza di temperature più alte.
 
Intervenire con prodotti specifici ai primi focolai di infestazione, curando di bagnare anche la parte inferiore delle foglie. 
  • Impiegare prodotti a base di Clorpirifos (TERIAL) o Flufenoxuron (CASCADE).

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Pratylenchus sp.  - Xiphinema sp.         

(nematodi)

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La presenza di questi microscopici vermi è evidenziata da stati asintomatici di sofferenza, deperimento, giallume della pianta. Le piante vengono colpite in maniera isolata e in posizioni sparse dell'appezzamento. Un attento esame dell'apparato radicale evidenzierà la presenza di caratteristici noduli alle radici; in assenza di questi, la diagnosi potrà avvenire solo attraverso esame microscopico. Il loro sviluppo è maggiore con temperature più elevate.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

La In caso di accertata infestazione intervenire distribuendo alla radice nematocidi specifici. 
  • Impiegare prodotti specifici quali, ad esempio, Etoprofos.

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Agrobacterium tumefaciens

(tumore batterico)

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Intorno alla zona del colletto (ma a volte anche più in alto o più in basso) si sviluppano tumori bruno chiaro, spugnosi, di dimensioni variabili. Queste formazioni cancerose determinano naninsmi e avvizzimenti anche gravi.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Adottare tutte le misure di igiene ambientale atte a limitare lo sviluppo della batteriosi (pulizia degli attrezzi, drenaggio del substrato, etc). Irrorazioni a base di Rame, anche se non risolutive, possono aiutare a contenere la patologia. 

 

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Erwinia chysanthemi

(marciume batterico)

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Lungo il fusto si formano fessurazioni e cancri corticali. Questi evolvono spesso in marciumi molli, determinando ritardi della crescita, nanismi, avvizzimenti. Le parti marcescenti emanano un caratteritico quanto sgradevole odore. Condizioni di caldo umido favoriscono lo sviluppo della patologia.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Adottare tutte le misure di igiene ambientale atte a limitare lo sviluppo della batteriosi (pulizia degli attrezzi, contenimento dell'umidità, etc). Irrorazioni a base di Rame, anche se non risolutive, possono aiutare a contenere la patologia. 

 

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Brachizzazione 

 

A seconda delle variteà, dell'andamento climatico, delle condizoni di luminosità, potranno essere utili interventi mirati ad ottenere una taglia più compatta della pianta ed una migliore fioritura.
 
Trattamenti radicali e/o fogliari.
  •  Utilizzare prodotti a base di Daminozide.

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