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Friday 14th of December 2018

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PIANTE GRASSE    

Famiglia:                Varie

 

Helminthosporium cactivorum 

(elmintosporiosi)

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Il fungo patogeno produce macchie clorotiche che evolvono più o meno rapidamente in marciumi molli scuri. Sulle macchie si può sviluppare una muffa scura. Il marciume può approfondirsi nei tessuti parenchimatici determinando seccumi di parte o dell'intera pianta. La malattia si sviluppa con condizioni di alta umidità e di ristagno idrico.
 
Adottare quelle pratiche colturali che aiutino arieggiarel'ambiente di coltivazione in generale, nonchè ad evitare ristagni di umidità. Intervenire tempestivamente con prodotti specifici.
  • Impiegare prodotti a base di Procloraz o Iprodione (ROVRAL PLUS).

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Fusarium oxysporum

(tracheofusariosi)

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Il fungo patogeno si insedia a livello dei tessuti vascolari in prossimità del colletto, determinandone l'occludimento e il caratteristico imbrunimento. La malattia può avere decorso acuto (nel qual caso la pianta va incontro a rapido appassimento e morte) o cronico (allorquando la pianta tenta di arginare l'infezione con produzioni suberose alla base del fusto, e manifesta solo clorosi e rallentamenti della crescita).
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Intervenire ai primi sintomi con irrorazioni fogliari e/o al piede.

  • Impiegare prodotti a base di Procloraz o di Thiofanate-methil.

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Rhizoctonia solani

(mal del colletto)

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La malattia si manifesta in forma di un marciume, dapprima diafano e secco, successivamente scuro e molle, del colletto. Da qui può diffondersi più o meno velocemente ad altre parti della pianta. In caso di gravi attacchi si avranno estesi marciumi e seccumi, nonchè morte delle piante.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.
 Intervenire ai primi sintomi, curando di bagnare adeguatamente la zona del colletto.
  • Impiegare prodotti a base di Tolclofos-metile  o Iprodione (ROVRAL PLUS).

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Pythium sp. 

(marciume radicale)

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Un marciume scuro e molle su colletto e radici determina ingiallimenti e deperimenti di tutta la parte aerea. Nei casi più gravi si arriva a collasso e morte dell'intera pianta. La malattia è favorita da condizioni di alte umidità del substrato con ristagni irdici.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Adottare quelle pratiche colturali che aiutino ad alleggerire ed arieggiare il substrato, nonchè ad evitare ristagni di umidità.
Intervenire con trattamenti al piede e alla radice con prodotti specifici.

  •  Impiegare prodotti specifici. Per es. Propamocarb o Metalaxyl.

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Phytophtora cactorum

(marciume basale)

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La malattia si manifesta sotto forma di marciume bruno a livello del colletto. I tessuti parenchimatici della porzione interessata tendono a sfaldarsi e a screpolarsi, assumendo una consistenza collosa. Conseguentemente si va incontro ad avvizzimento e, nei casi più gravi, morte dell'intera pianta. Con l'ulteriore progressione della malattia si assiste al disseccamento del midollo. La malattia si sviluppa più velocemente a temperature miti (primavera-autunno). Fattore predisponente è l'insufficiente drenaggio del substrato con conseguenti ristagni di umidità.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Adottare quelle pratiche colturali che aiutino ad alleggerire ed arieggiare il substrato, nonchè ad evitare ristagni di umidità.
Intervenire con trattamenti al piede e alla radice con prodotti specifici.

  •  Impiegare prodotti specifici. Es. Propamocarb o Metalaxyl.

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Armillaria mellea 

(marciume radicale fibroso)

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Si tratta di un marciume, per certi aspetti simile al precedente, ma che non determina collosità alcuna. Le piante colpite emanano un forte e caratteristico "odore di fungo". A livello radicale sono presenti grossi cordoni miceliali, dapprima bianchi, e successivamente più scuri.
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

La malattia è di difficilissimo contenimento. Si consigliano tutte quelle misure preventive atte a creare un ambiente di coltivazione sano. In caso di attacco, eliminare tempestivamente, e distruggere le piante infette. 
 
 

 

Coniothyrium sp. 

(maculature fogliari)

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Sul fusto e sui rami si sviluppano delle macchie tondeggianti e scure. I tessuti colpiti vanno incontro a marciumi molli, e raggrinziscono. In conseguenza, l'intera pianta può andare incontro a deperimenti e morte. Sulle macchie si osservano talvolta dei piccoli puntini neri (disposti in cerchi concentrici) che altro non sono se non gli organi di diffusione del fungo. La malattia è favorita da condizioni di alta umidità.
Sintomatologie simili sono date da altri funghi patogeni come: Sporotrichum sp., Monosporium sp., Alternaria sp., Colletotrichum sp., Septoria sp., Ascochyta sp..
 

Adottare quelle pratiche colturali che aiutino ad arieggiarel'ambiente di coltivazione in generale, nonchè ad evitare ristagni di umidità. Intervenire tempestivamente con prodotti specifici.

  •  La malattia è di non facile contenimento. Si può tentarne un parziale controllo con irrorazioni fogliari di fungicidi generici.
    Alcune fonti segnalano una discreta efficacia di Procloraz 
    e Thiofanate-methil, in prevenzione.

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Botrytis cinerea 

(muffa grigia)

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botrite su pianta grassa pg

Su sulle parti verdi la malattia si manifesta con marciumi irregolari e molli di colore bruno chiaro. Su queste, in presenza di forte umidità atmosferica, si svilupperà una caratteristica muffa grigia. Ambienti umidi e vegetazione troppo tenera sono fattori predisponenti la malattia.
 

Eseguire concimazioni bilanciate ed evitare quanto più possibile le alte umidità ambientali. Ai primi sintomi nebulizzare con prodotti specifici.   

  • Intervenire con prodotti a base di Iprodione (ROVRAL PLUS) o Boscalid + Pyraclostrobin (SIGNUM).

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Oidium sp.

(mal bianco)

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Sviluppo di micelio biancastro e polverulento sulla superficie di foglie e fusti. I tessuti colpiti tendono a distorcersi e necrotizzare. La malattia, che può insorgere anche molto repentinamente, si manifesta con condizioni ambientali ventilate.
 

La lotta è da farsi preferibilmente in maniera preventiva. E' quindi consigliabile intervenire non appena se ne presentino le condizioni ambientali predisponenti e, comunque, alle primissime comparse di sintomi.  

  • Si possono impiegare prodotti a base di Zolfo (KUMULUS) , Dodemorph (MEHLTAUMITTEL),Pyraclostrobin + Boscalid (SIGNUM), Metrafenone (VIVANDO) .

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Cocciniglie cotonose - Cocciniglie a scudetto 

(cocciniglie)

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Sugli organi teneri e all'inserzione delle foglie si possono sviluppare colonie anche molto numerose di cocciniglie "a scudetto" e "cotonose" che, con la loro attività di suzione, possono indebolire la pianta. La loro attività metabolica conduce, inoltre, alla produzione di melata, substrato adatto allo sviluppo di fumaggini. Questi insetti iniziano a svilupparsi già nel tardo inverno-inizio primavera.
 

Intervenire alla comparsa dei primi individui con nebulizzazioni piuttosto fini ed omogeee, avendo cura di raggiungere le pagine inferiori e le parti più protette della vegetazione.

  • Impiegare prodotti a base di Clorpirifos (TERIAL 75 WG).

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Tetranycus urticae

(ragnetto rosso)

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L'azione parassitaria del ragnetto rosso si manifesta con punteggiature e scolorimenti, anche piuttosto diffusi, che possono conferire un aspetto "bronzato" a foglie e fusti e, nel caso di forti infestazioni, rallentare o bloccare la vegetazione. Le parti colpite possono andare incontro a suberificazioni e spaccature. I ragnetti si evidenzieranno meglio con l'aiuto di una lente di ingrandimento. L'elevato numero di generazioni annuali e l'accavallamento dei diversi stadi vitali, rendono la lotta a questo parassita particolarmente problematica.

Intervenire con acaricidi specifici miscelando un ovicida con un adulticida. Durante l'irrorazione bisogna curarsi di raggiungere la pagina inferiore delle foglie.

  • Tra i prodotti ad azione adulticida si possono impiegare:Bifenazate, Fenazaquin.
  • Tra gli ovicidi si cita Clofentezine.

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Pratylenchus sp. - Xiphinema sp.

(nematodi)

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La presenza di questi microscopici vermi è evidenziata da stati asintomatici di sofferenza, deperimento, giallume della pianta. Le piante vengono inizialmente colpite in maniera isolata e in posizioni sparse dell'appezzamento, salvo poi contagiare quelle vicine. Un attento esame dell'apparato radicale evidenzierà la presenza di caratteristici noduli alle radici; in assenza di questi, la diagnosi potrà avvenire solo attraverso esame microscopico. Il loro sviluppo è maggiore nei mesi estivi.
 

Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

In caso di accertata infestazione intervenire distribuendo alla radice nematocidi specifici.

  • Impiegare prodotti specifici quali, ad esempio, Etoprofos.

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Sciaridi

(mosca dei terricci)

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Nel terriccio si osservano piccole (5-6mm) larve apode e semitrasparenti. Gli adulti, in forma di piccoli moschini scuri, compiono brevi voli a livello del terriccio e talvota si posano sulle foglie. L'azione parassitaria (ad opera delle larve sull'apparato radicale) ha come conseguenza una crescita stentata.
 
Intervenire con irrorazioni al piede in modo da raggiungere le larve nel terriccio. 
  • Individuare eventuali sostanze attive registrate per l'impiego specifico

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Aphis sp.

(afidi)

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Individui verdi e/o bruni si sviluppano in colonie più o meno dense e numerose sulle parti più tenere della pianta. Oltre al danno diretto dato dall'indebolimento della pianta per sottrazione di linfa, si evidenzia anche la produzione di melata, con conseguente possibile sviluppo di fumaggini, nonchè la potenziale trasmissione di Virus patogeni di vario tipo.
 
Le infestazioni, che si manifestano soprattutto in primavera, si presentano di solito "a macchia di leopardo" ed evolvono, poi, più o meno rapidamente nelle zone circostanti. E' utile intervenire alla comparsa dei primi individui.
  • Impiegare prodotti a base di Alfametrina (FASTAC) , dimetoato (PERFEKTHION NEW) o aficidi specifici (es. Imidacloprid).

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Eriophyes spp.

(eriofidi)

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Si tratta di piccolissimi (0,1 - 0,3 mm) acari dal corpo caratteristicamente allungato. Con le loro punture determinano deformazioni più o meno vistose e bollosità sugli organi colpiti. L'elevato numero di generazioni annuali e l'accavallamento dei diversi stadi vitali, rendono la lotta a questo parassita particolarmente problematica.
 

Intervenire con acaricidi specifici miscelando un ovicida con un adulticida. Durante l'irrorazione bisogna curarsi di raggiungere la pagina inferiore delle foglie.

  • Tra i prodotti ad azione adulticida si possono impiegare: Bifenazate, Fenazaquin.
  • Tra gli ovicidi si cita Clofentezine.

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Trialeurodes vaporarium 

(moscerino bianco)

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Su foglie e fusti si possono osservare colonie più o meno numerose di piccoli individui bianchi nei vari stadi di sviluppo (uova-neanidi-adulti). I piccoli rincoti producono, con la loro attività trofica, punture e avvizzimenti fogliari, nonchè abbondante melata, substrato di sviluppo per successive fumaggini grigiastre. L'insetto (che può essere vettore di Virus fitopatogeni) si sviluppa meglio in presenza di temperature medio-alte.
 
Intervenire con prodotti specifici ai primi focolai di infestazione, curando di bagnare anche la parte inferiore delle foglie.
  • Si possono impiegare prodotti a base di Clorpirifos (TERIAL 74 WG).
 

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Erwinia carotovora  

(marciume batterico)

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Questo batterio determina un marciume acquoso e maleodorante a livello di colletto. In una prima fase si assiste a ingiallimenti e disseccamenti della parte aerea. In seguito, abbastanza rapidamente, le piante colpite collassano e muoiono. Ambienti asfittici e temperature medio alte, favoriscono lo sviluppo della malattia.
 
Si consiglia la sterilizzazione del substrato in preimpianto della coltura.

Assicurare un ambiente di coltivazione arieggiato e ben drenato.
Trattamenti al piede con prodotti a base di RAME (sebbene non risolutivi) possono aiutare a contenere e/o prevenire la malattia. 
 

 

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