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Sunday 25th of August 2019

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FINOCCHIO SEDANO PDF Stampa E-mail

  finocchio e sedano pg-wm

FINOCCHIO e SEDANO            (Foeniculum sp. - Apium sp.)

Famiglia: Umbelliferae

 

Sclerotinia sp.                       

(mal dello sclerozio)

  finocchio sclerotinia  pg

finocchio sclerotinia 2 pg

Viene più comunemente colpito il Finocchio, ma talvolta la fitopatia interessa anche il Sedano. Sono interessate inizialmente le guaine più esterne del grumolo, dove compaiono aree di marciume molle sul quale, in presenza di alte umidità, si sviluppa un denso feltro miceliale bianco candido. All'interno di questo si potranno osservare i caratteristici sclerozi. Successivamente la malattia si approfondisce agli strati più interni determinando clorosi, appassimenti e morte delle piante colpite.  
Si consiglia la preventiva sterilizzazione del terreno.
Alla comparsa dei primi sintomi intervenire con trattamenti al piede e sulla parte aerea.
  • La nuova normativa europea ha limitato la gamma di prodotti impiegabili.   

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Cercospora apii - Septoria apiicola 

(cercospora e septoriosi del sedano)

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Si tratta di due agenti di maculature fogliari sintomatologicamente piuttosto simili. In presenza di condizioni climatiche umide e temperate (autunno) sulle foglie (soprattutto su Sedano) compaiono delle maculature tondeggianti  e clorotiche, che successivamente evolveranno in necrosi. Sulle maculature da Cercospora potrà svilupparsi un leggero strato miceliale grigiastro; su quelle da Septoria sarà possibile osservare delle fini punteggiature costituite dai picnidi del fungo stesso. Le infezioni di entrambi i patogeni prendono spesso avvio dal seme infetto o dai residui della coltivazione precedente.

Si consiglia la preventiva sterilizzazione del terreno.

 

Alternaria sp.

(alternariosi)

  sedano alternaria wm

 

Rinvenibile soprattutto su Sedano, la patologia si manifesta a livello del colletto, della parte basale delle coste più esterne, e/o della radice principale, con  maculature irregolari di colore scuro. Il danno maggiore non è dato dal fungo in se, ma da marciumi secondari che si instaurano sulle parti colpite da Alternaria. Le piante infettate, soprattutto in presenza di ristagni idrici, vanno, così,  incontro a giallumi, appassimenti e disseccamenti.
Sebbene non risolutiva, si consiglia la sterilizzazione del terreno in preimpianto della coltura.
  • Tra i pochi prodotti impiegabili in copertura si suggeriscono quelli a base di Rame. 

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Erysiphe sp.            

(mal bianco)

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Il fungo sviluppa un micelio biancastro e polverulento sulla superficie delle foglie, determinandovi, in un secondo momento, ampie necrosi. Conseguentemente viene ridotta la funzionalità fotosintetica della pianta. La malattia, che può insorgere anche molto rapidamente, si manifesta con condizioni ambientali ventilate e umide, così come accade per altre specie di Oidio.

 
Intervenire ai primi sintomi vaporizzando prodotti specifici.
  • Possono essere impiegati prodotti a base di zolfo (es.: KUMULUS).

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Depressaria sp. - Loxostege sp.

(depressaria e piralide)

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depressaria wm

 

 

 

 

Le larve di entrambi questi lepidotteri si nutrono a spese delle infiorescenze di diverse umbelliferae, danneggiandole più o meno seriamente e compromettendone, in alcuni casi, la fruttificazione. Alla luce di ciò si desume che questi fitofagi sono particolarmente temibili per le colture da seme.

Intervenire tempestivamente alla comparsa dei primi individui.

  • Tra i pochi principi attivi impiegabili sulle colture si cita: Spinosad (TRACER 120 SC)

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Mamestra sp.

(nottua)

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Le larve di questo lepidottero, ad abitudini notturne, si nutrono a spese delle parti verdi delle piante. Su queste determinano erosioni più o meno consistenti. Il danno è, comunque, dato dall'indebolimento generale delle piante nonché dall'aspetto estetico che le può rendere non commerciabili.

Intervenire alla comparsa dei primi sintomi, spostando l'orario di irrorazione quanto più possibile verso le ore serali e lasciando percolare leggermente la soluzione insetticida anche a livello del colletto.

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  • Tra i pochi principi attivi impiegabili sulle colture si cita: Spinosad (TRACER 120 SC).

 

Tetranycus urticae      

(ragnetto rosso )

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L'azione parassitaria del ragnetto rosso si manifesta con punteggiature e scolorimenti, anche piuttosto diffusi, sulle foglie. In caso di forti infestazioni si può assistere ad un rallentamento o addirittura ad un blocco della vegetazione. L'elevato numero di generazioni annuali e l'accavallamento dei diversi stadi vitali, rendono la lotta a questo parassita particolarmente problematica.
 
Intervenire con acaricidi specifici miscelando un ovicida con un adulticida. Durante l'irrorazione bisogna curarsi di bagnare molto bene tutta la vegetazione.
  • Alla luce della revisione europea riguardante i fitofarmaci, risulta difficile indicare un prodotto impiegabile sulle colture in questione.
 

 

Philophylla sp. 

(mosca del sedano)

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Le larve (bianco-verdastre e apode, lunghe 5-6 mm) di questo dittero (che compie 4 generazioni all'anno) scavano ampie mine nello spessore fogliare, senza intaccare le epidermidi. Oltre al danno in se, possono insediarsi, sulle parti colpite,  marciumi secondari.

Intervenire in preimpianto distribuendo geoinsetticidi granulari autorizzati sulla coltura (es.: teflutrin)

  • Tra i pochi principi attivi registrati sulle colture si cita: Spinosad (TRACER 120 SC)

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Aphis sp.        

(afidi)

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Individui verdi e/o bruni si sviluppano in colonie più o meno dense e numerose sulle parti più tenere della pianta. Oltre al danno diretto dato dall'indebolimento della pianta per sottrazione di linfa, si evidenzia anche la produzione di melata, con conseguente possibile sviluppo di fumaggini, nonchè la potenziale trasmissione di Virus patogeni di vario tipo.

Le infestazioni, che si possono verificare durante tutto il ciclo colturale, si presentano di solito "a macchia di leopardo" ed evolvono, poi, più o meno rapidamente nelle zone circostanti. E' utile intervenire alla comparsa dei primi individui. 

  • Tra i pochi principi attivi registrati sulle colture si cita: Spinosad.

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Meloidogine sp.        

(nematodi)

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La presenza di questi microscopici vermi è evidenziata da stati asintomatici di sofferenza, deperimento, giallume della pianta. Le piante vengono colpite in maniera isolata e in posizioni sparse dell'appezzamento. Un attento esame dell'apparato radicale evidenzierà la presenza di caratteristici noduli alle radici; in assenza di questi, la diagnosi potrà avvenire solo attraverso esame microscopico. Il loro sviluppo è maggiore con temperature più elevate e in terreni sciolti.
 

Si consiglia la preventiva sterilizzazione del terreno.

  • In caso di accertata infestazione intervenire distribuendo alla radice nematocidi specifici.
    La cronica carenza di principi
    attivi registrati sulla coltura e la continua evoluzione
    normativa della materia rendono difficile dare indicazioni più precise.

 

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Erwinia carotovora

(marciume molle)

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Sulle foglie basali o sul grumolo  il batterio determina la formazione di macchie translucide da cui fuoriesce un essudato di colore ambrato. Successivamente tutta la parte può andare incontro a disfacimento molle caratteristicamente maleodorante. Condizioni ambientali fresche e umide sono favorevoli allo sviluppo della batteriosi.
Si consiglia la preventiva sterilizzazione del terreno.

Assicurare un ambiente di coltivazione arieggiato e ben drenato.
Trattamenti con prodotti a base di RAME (sebbene non risolutivi - e con formulati eventualmente registrati sulla coltura specifica) possono aiutare a contenere e/o prevenire la malattia. 

 
 
 
 
 
 
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